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L'acqua è un diritto umano
L'Assemblea generale dell'Onu ha votato un'importante risoluzione dopo 15 anni di dibattiti. Oltre un miliardo e mezzo di persone non può avere acqua potabile.Il 26 luglio, l’Assemblea generale dell’Onu ha votato una risoluzione storica presentata dalla Bolivia: l'accesso all'acqua è un “diritto umano”. Dopo oltre 15 anni di dibattiti, il Palazzo di Vetro ha approvato il documento che consacra il diritto fondamentale ad avere l’acqua. Un diritto che dovrebbe essere naturale. A favore hanno votato 122 Paesi, mentre altri 41 si sono astenuti. Interessante notare che hanno votato a favore della risoluzione Paesi europei come Germania, Belgio, Francia, Portogallo, Norvegia, Svizzera e Italia. Fra gli astenuti: USA, Canada, Inghilterra, Israele, Irlanda, Olanda, Giappone, Corea, Austria, Australia, Polonia, Romania, Croazia.Leggi tutto... Aggiungi commento
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Quale rapporto tra uomo e natura?
Conversione ecologicaTra un mese esatto la chiesa italiana celebrerà la quinta giornata per la salvaguardia del creato. Il titolo scelto, “Custodire il creato, per coltivare la pace”, riprende in maniera simmetrica e speculare quello scelto da papa Benedetto XVI per la giornata mondiale della pace che ha aperto il 2010, “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. Dal Salvador lezione di laicità
La Conferenza episcopale boccia l'idea di imporre ai ragazzi delle scuole l'ascolto di brani della Bibbia per combattere la violenza delle «maras»Lo ammetto: quando ho visto sul sito della Radio Vaticana ieri questa notizia l'ho letta due volte per essere sicuro di aver capito bene. I vescovi cattolici del Salvador - piccolo e cristianissimo Paese centro-americano - hanno chiesto formalmente al presidente della Repubblica Mauricio Funes di non promulgare il decreto legislativo 441, approvato dal Parlamento locale nei giorni scorsi, con cui si renderebbe obbligatoria la lettura della Bibbia nelle scuole.La chiesa universale? Sta in periferia
“Gli stranieri salveranno queste parrocchie della Grande città?” ...si chiede pensierosa Anna, mentre, uscita dal Centro Islamico, è proprio davanti alla chiesa.“Quando si viene in una moschea bisogna sempre mettersi delle scarpe comode”. A dirlo ad Anna è don Giovanni, molto divertito dal fatto che la ragazza stia facendo una grande fatica a togliersi le doctor martens che ha ai piedi per entrare nel Centro Islamico della Grande Città. Lui i piedi li ha già liberi da un po’, mentre lei è lì che si arrabatta per trovare un posto in cui appoggiarsi e togliersi quelle scarpacce di dosso. Donata Dalla Riva - Medici con l’Africa Cuamm
Dalla donna nasce il futuro
A soli trent’anni ha un’esperienza africana di tutto rispetto. Donata Dalla Riva, da tre anni è la rappresentante di Medici con l’Africa (Cuamm) in Tanzania, uno dei sette paesi (Sudan, Etiopia, Kenya, Uganda, Mozambico e Angola gli altri) in cui opera l’ong sanitaria padovana fondata sessant’anni fa. Dopo tre anni in Mozambico, Dalla Riva ha seguito per due anni da Padova i progetti in Etiopia e in Tanzania prima di partire per Dar es Salaam. |
| Giustizia e pace |
25 anni di cooperazione con l'Africa
L’associazione Acav festeggia 25 anni di cooperazione con l’Africa.Non solo progetti di sviluppo ma intervenire valorizzando la relazione con il territorio e con i suoi abitanti.Elisabetta Bozzarelli è presidente di Acav, l’Associazione Centro Aiuti Volontari, un’ organizzazione non governativa trentina che da 25 anni opera in Africa, soprattutto in quei paesi dove i conflitti continuano a mietere vittime e distruzione. Le abbiamo chiesto di raccontarci il segreto di questa longevità.
I « nuovi desaparecidos»
| Giustizia e pace |
Il pugno duro di Gheddafi sulla rivolta dei senza diritti
La rivolta dei senza diritti si consuma nel silenzio. Il silenzio complice della Comunità internazionale. Il silenzio di un Governo, quello italiano, che ha aperto un credito illimitato al Colonnello di Tripoli. Il silenzio che copre la vergogna dei « desaparecidos» voluti dall’Italia. Un silenzio rotto dalla coraggiosa e documentata denuncia di Fortress Europe e del suo giovane e instancabile animatore, Gabriele Del Grande.Solidali oltre le calamità
| Mondo |
Guerre, terremoti, povertà vedono le Ong in prima linea.
Criticità e impegno di un lavoro di frontiera.
C’erano durante lo tsunami, erano sotto le bombe dei Balcani, continuano la loro presenza in Paesi dilaniati da miseria, guerriglie, embarghi. Le organizzazioni non governative non cedono terreno quando si parla di soccorso a popolazioni in difficoltà. Eppure di questi tempi sono prese di mira per la loro azione o forse perché «presidio di un Occidente che anche della solidarietà ha un’idea coloniale di dipendenza».Vedere oltre la cecità
| Mondo |
Storia di Davide Cervellin, non vedente dall'età di 16 anni
Un titolo che sintetizza il pensiero e la vita di un uomo speciale. Il libro si intitola Quando un cieco vede oltre e l’ha scritto nel 2001 Davide Cervellin, perché odia il termine “non vedente” come ipocrita sinonimo di cieco; per il fatto che lui “vede” come pochi (facendo guardare anche chi ci vede ma non sa osservare); infine, perché va oltre tutti i luoghi comuni e gli stereotipi che portano a considerare i disabili con pietismo e a trattarli con sterili forme di assistenzialismo.I 60.000 ragazzi di Gomorra
| Giovani |
Libro inchiesta
«Dove abito io devi far parte di un branco, se sei fuori vieni mangiato. Non c’è altro modo per sopravvivere. Ma anche nel branco devi imparare a guardarti le spalle, a fare ’a voce grossa, non puoi stare mai tranquillo. Devi essere pronto a difenderti, a volte anche dagli amici». Lo racconta Francuccio, «’nu guaglione» che a quindici anni ha già alle spalle con la sua banda esperienze in quello che viene chiamato «il Sistema» con la maiuscola, ovvero il mondo della criminalità organizzata: «Ho maneggiato molte volte le armi, e anche la droga, il fumo, l’eroina.Perù: rinviato processo a missionario italiano
| Mondo |
Rinviata al mese prossimo l’udienza per la sentenza nei confronti di padre Mario Bartolini, missionario passionista italiano di 70 anni, di cui 31 passati in Perù. Il missionario è accusato di diversi reati contro il sistema dei trasporti e servizi pubblici e di alterazione dell’ordine pubblico. Reati ricollegabili alla sua attività a favore della causa degli indios dell’Amazzonia peruviana, la cui sopravvivenza è minacciata dagli accordi tra il governo e le grandi compagnie agro-industriali.
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