Chi si umilia sarà esaltato
La corsa ai primi posti, ai posti di prestigio, a quelli che più contano, che danno la possibilità di metterci in risalto, di farci valere, di mostrarci per ciò che siamo o, meglio, che ci piacerebbe essere, è un dato di fatto oggi come ieri.
Gesù osserva questa bramosia dell’uomo, questa corsa ai primi posti con il rischio umiliante di esserne rimossi per lasciarlo a qualcuno che conta di più.
Dio non si merita ma si accoglie.
Sono pochi quelli che si salvano, o molti? Gesù non risponde sul numero dei salvati ma sulle modalità. Dice: la porta è stretta, ma non perché ami gli sforzi, le fatiche, i sacrifici. Stretta perché è la misura del bambino: «Se non sarete come bambini non entrerete!». Se la porta è piccola, per passare devo farmi piccolo anch'io. I piccoli e i bambini passano senza fatica alcuna.
Discepola del Signore
Ferragosto: il cuore dell'estate, la gente che affolla le nostre vallate in queste ultime giornate della breve estate in alta montagna. Quest'anno abbiamo la gioia di celebrare, di domenica, la festa dell'Assunzione di Maria, festa che ci richiama all'opera di Dio in Maria di Nazareth, discepola del Signore.
Dov'è il vostro tesoro, là sarà il vostro cuore
Non temere piccolo gregge; perché piacque al Padre vostro di dare a voi il regno". Così si apre il brano evangelico di Luca (capitolo 12, 32) propostoci in questa domenica. Riprende il cuore della predicazione di Gesù che è appunto la venuta del regno; e ai suoi discepoli viene affidata la grave missione di continuare ad annunciarlo ed a realizzarlo già da ora, nonostante l'essere un piccolo gregge.
Nel dono, ricchezza senza vanità
Qualcuno invita Gesù a fare da giudice in una questione di eredità. Ma Gesù non si lascia trascinare nella casistica: come già altre volte Egli va alla radice della questione. E denuncia l'istinto del possedere sempre di più: questo è l'errore, la mentalità da cui convertirsi, di cui sono vittima ambedue i contendenti. Significativa è la parola: «Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni».
"Ti Vedo!"
Dello spettacolare film Avatar, mi ha colpito il fatto che i Na’vi, i pacifici abitanti del pianeta Pandora, quando entrano in relazione con l’altro esprimono questa incontro, dicendo: TI VEDO!
Ho pensato questo, proprio riflettendo sulla Parola che questa domenica ci viene offerta nella liturgia attraverso il tema della preghiera.
L'accoglienza è segno di "tempi nuovi"
Penso che, chi più chi meno, troverà ogni giorno sul suo PC richieste di amicizia.
Nel continente tecnologico le amicizie sono numerose, si contano in cifre con uno o più zeri e fanno sentire la persona in relazione con tanti. Si conosce dell’altro ciò che l’altro vuole rivelare di sé, in modo che, scelte mirate, attirino “amici”.
La liturgia di questa domenica ci parla di relazioni, di incontri, di amicizie.
Amerai il tuo prossimo come te stesso
Il viaggio del Signore verso Gerusalemme non è astratto e lontano dalla vita; passa per le strade degli uomini. Così è per il Vangelo. Il Deuteronomio scrive: "non è nel cielo, perché tu dica: chi salirà per noi il cielo per prendercelo e farcelo udire sì che lo possiamo eseguire? Non è di là dal mare, perché tu dica: chi attraverserà per noi il mare per prendercelo e farcelo udire sì che possiamo eseguire?" Il Vangelo è vicino, si fa davvero prossimo a ciascuno di noi.
La grandezza si misura dal cuore
Partono i discepoli, a due a due, e non a uno a uno. E la prima parola che portano è il gesto della loro comunione, la vittoria sulla solitudine. Partono, forti solo di un amico e di una parola. È importante questo andare a due a due, avere un amico sul cuore del quale poter riposare; un amico almeno che ti garantisca, in cui cercare l'evidenza che esisti, che sei amato, capace di relazioni vere.
A due a due, perché se è solo, l'uomo è portato a dubitare perfino di se stesso.
Ti seguirò ovunque tu vada!
Tutti sappiamo che cosa è un contratto: un accordo tra due parti che comporta l'assunzione di un impegno reciproco; forse non tutti sanno che ci sono molti contratti che non richiedono la firma di documenti: ad esempio anche il biglietto del bus è una forma di contratto; anche il pagamento di una merce acquistata è la conclusione di un contratto; alcuni di noi hanno forse fatto l'esperienza spiacevole di aver stipulato un contratto senza aver letto attentamente tutte le clausole e le postille… come succede quando si legge certa pubblicità molto persuasiva con a lato un asterisco che rimanda ad una scritta piccolissima da qualche parte del foglio o del cartellone: se si riesce a leggere cosa c'è scritto, magari con l'uso di una lente d'ingrandimento, si vedrebbero presto che le condizioni, le postille, ridimensionano di molto i vantaggi promessi a caratteri cubitali: sembrava un grande affare e invece… attenti all'inghippo…
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