L'affascinante vita di Agostino narrata a fumetti
Una graphic novel sulla vita di Sant'Agostino, il santo di Ippona, non è certamente frequente.
Di Agostino colpisce, come avviene per tutti i grandi della storia, la sua impressionante attualità. L'avere approfondito nella sua ricerca l'uomo e le strutture fondamentali del suo pensare lo rende contemporaneo a ogni età perché esperto dell'uomo in quanto tale. E l'uomo di oggi, specie se giovane, chiede di avere, attraverso la conoscenza di Agostino, gli strumenti per leggere e interpretare il suo presente carpendone i segreti per sapersi porgere di fronte alla vita e al mondo.
“Non amare la bellezza, perché un giorno terminerá,
non amare l’ammirazione, perché un giorno potrá deluderti.
Ama solamente, ció che il tempo non potrá mai spegnere: un amore gratuito."
(Teresa de Calcutta)
Ho avuto la grazia di visitare Kaligath, la “casa del moribondo”, dove Madre Teresa accudiva gli agonizzanti che raccoglieva dalla strada. La casa si trova all’entrada di un tempio hindu, in un quartiere miserabile di Calcutta. Madre Teresa aveva iniziato a raccogliere i moribondi proprio in questo spazio “sacro”. All’epoca, alcuni hindú avevano protestato ed era intervenuto anche il prefetto per “ripulire” quel luogo reso impuro dai contaminati. Ma quando ha visto ció che faceva quella piccola suora ha cambiato idea: “Faró evacuare questo luogo solo quando incontreró qualcuno di voi che abbia il coraggio di fare ció che sta facendo questa donna”, aveva detto alla folla inferocita. Nessuno si é mosso e Kaligath é ancora lí, facendo un mondo di bene.
Dal Brasile, per padre Lele Ramin
Aveva solo 33 anni, era arrivato in Brasile da appena un anno. Mi chiedo quanta rabbia dovesse scoppiargli in corpo, per firmare la sua condanna a morte in cosí poco tempo...
Missionario Comboniano, Ezechiele Ramin fu ucciso nel 1985, in Rondonia.
La febbre della colonizzazione della terra era altissima: fazendeiros violenti e molta gente povera in cerca di futuro.
Un’immensa frontiera di “progresso”, dove si lottava per conquistare palmo a palmo terra nuova da possedere.
Ezechiele scelse la parte dei poveri, e con loro rimase fino al sangue.
Oggi, a venticinque anni di distanza, i suoi confratelli comboniani in Brasile gli scrivono una lettera:
Di fronte al delirio di onnipotenza evidenziato dalle risse estive non sarebbe ora di rispondere cominciando noi per primi a pensare che la politica non è tutto?
Credo che in questa estate sia molto diffusa la nausea per una politica sguaiata che ha preteso di non mollare la ribalta nemmeno nella settimana di Ferragosto. E come sempre - di fronte a uno spettacolo non certo esaltante - noi cattolici ci chiediamo quale possa essere il nostro contributo per aiutare questo Paese a volare un po' più alto delle case a Montecarlo o del solito derby Berlusconi sì o Berlusconi no.
Una parabola incompiuta.
Nella sua predicazione, Gesù è ricorso a racconti e narrazioni: le parabole, frutto della sua ricerca della volontà di Dio, della sua immaginazione, della sua osservazione contemplativa del cuore umano, della natura e delle storie personali e collettive. Ma tra queste, ve n’è una che appare come “incompiuta”, una parabola che sembra attendere altri eventi, quasi una parabola in atto di compiersi: è quella dei due figli, che abbiamo memorizzato come “la parabola del figliol prodigo”.
Il piccolo ruscello generoso
In un paese molto lontano e pieno di montagne vivevano un lago ed un ruscello, uno di fianco all’altro. Il lago si trovava ai piedi della montagna, mentre il ruscello fluiva dalla sua cima. Il lago era molto fiero di se stesso. “Guarda piccolo ruscello, guarda quanto sono largo e quanto sono cristalline le mie acque”, egli disse.
Il cammello e la formica
Una volta un cammello, mentre attraversava la steppa, vide ai suoi piedi nell'erba una minuscola formica.
In quelle mani assassine la voglia del nulla
Badakhshan. Nuristan. Nomi che a molti di noi non dicono nulla. Selvatiche regioni dell’Afghanistan orientale, verso il Pakistan. Dieci volontari di una Ong umanitaria protestante, otto dei quali occidentali, operatori sanitari, ammazzati a sangue freddo. «Abbiamo giustiziato dei missionari cristiani», hanno rivendicato i taleban.
Perchè sono neri i corvi.
Nei giorni lontani, quando la terra e la gente su di essa erano state create da poco, tutti i corvi erano bianchi come la neve.
In quei tempi antichi la gente non aveva ne cavalli, ne armi da fuoco, ne armi di ferro.
Tuttavia si procurava cibo , a sufficienza per sopravvivere cacciando il bufalo.
Ma cacciare i grossi bufali a piedi con armi che avevano punte in pietra era duro, aleatorio e pericoloso.
Dove va l'etica cattolica? Alcune idee interessanti emerse dal convegno mondiale dei teologi moralisti tenutosi nei giorni scorsi a Trento
La metà erano laici, un terzo donne. Fra i seicento teologi moralisti riuniti a Trento dal 24 al 27 luglio africani, asiatici e latinoamericani in gran numero davano il colpo d’occhio di un confronto finalmente planetario.
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