Quasi la metà dei giovani italiani è diffidente verso gli stranieri
| Giovani |
Quasi la metà dei giovani italiani è razzista o comunque diffidente nei confronti degli stranieri: è il dato che emerge da un sondaggio promosso dalla Conferenza delle assemblee delle Regioni nel quadro delle iniziative dell’Osservatorio della Camera dei deputati sui fenomeni di xenofobia e razzismo.
Secondo il sondaggio, a nutrire sentimenti xenofobi o di chiusura verso “l’altro” sono il 45,8% dei giovani, a fronte di un 39,6% di “aperti” o “tolleranti”. Nell’ambito di queste due grandi aree i ricercatori hanno individuato alcuni sotto-gruppi: da una parte i “romeno-rom-albanese fobici”, gli “improntati al razzismo” e gli “xenofobi per elezione”, da un’altra gli “inclusivi”, i “tolleranti” e gli “aperturisti tiepidi”.
Realizzato dall’istituto demoscopico Swg sulla base di interviste a 2000 giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, lo studio prova anche a individuare i pregiudizi più diffusi. Gli europei non italiani ad esempio risultano “simpatici” con un voto di 8,2 su una scala di 10, mentre in cima alla lista degli “antipatici” ci sono rom e sinti (4,1), seguiti da romeni (5,0) e albanesi (5,2). Si ritiene accettabile per un figlio o una figlia un partner di religione ebraica, ma l’entusiasmo diminuisce molto se si tratta di un immigrato extracomunitario o di una persona musulmana.
Gli studiosi sottolineano il rilievo e la pericolosità dei giovani “improntati al razzismo”, il 10,7% degli intervistati, un gruppo che si caratterizzerebbe per la tendenza a essere "comunità” e ad avere una strategia di “espansione”.
Una sezione della ricerca è dedicata agli umori che si esprimono su internet, in particolare nei siti cosiddetti di “social network”. “Abbiamo condotto un’indagine su ‘Facebook – ha detto il direttore di Swg, Enzo Risso - una sorta di censimento sui gruppi xenofobi, effettuato tra Ottobre e Novembre. Ne abbiamo contato un centinaio anti-musulmani, 350 anti-immigrati, alcuni con punte di 7000 iscritti, 400 ‘anti-terroni’ e napoletani e 300 anti-zingari, anche qui con fino a 7000 iscritti”.
(Misna)
Secondo il sondaggio, a nutrire sentimenti xenofobi o di chiusura verso “l’altro” sono il 45,8% dei giovani, a fronte di un 39,6% di “aperti” o “tolleranti”. Nell’ambito di queste due grandi aree i ricercatori hanno individuato alcuni sotto-gruppi: da una parte i “romeno-rom-albanese fobici”, gli “improntati al razzismo” e gli “xenofobi per elezione”, da un’altra gli “inclusivi”, i “tolleranti” e gli “aperturisti tiepidi”.
Realizzato dall’istituto demoscopico Swg sulla base di interviste a 2000 giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, lo studio prova anche a individuare i pregiudizi più diffusi. Gli europei non italiani ad esempio risultano “simpatici” con un voto di 8,2 su una scala di 10, mentre in cima alla lista degli “antipatici” ci sono rom e sinti (4,1), seguiti da romeni (5,0) e albanesi (5,2). Si ritiene accettabile per un figlio o una figlia un partner di religione ebraica, ma l’entusiasmo diminuisce molto se si tratta di un immigrato extracomunitario o di una persona musulmana.
Gli studiosi sottolineano il rilievo e la pericolosità dei giovani “improntati al razzismo”, il 10,7% degli intervistati, un gruppo che si caratterizzerebbe per la tendenza a essere "comunità” e ad avere una strategia di “espansione”.
Una sezione della ricerca è dedicata agli umori che si esprimono su internet, in particolare nei siti cosiddetti di “social network”. “Abbiamo condotto un’indagine su ‘Facebook – ha detto il direttore di Swg, Enzo Risso - una sorta di censimento sui gruppi xenofobi, effettuato tra Ottobre e Novembre. Ne abbiamo contato un centinaio anti-musulmani, 350 anti-immigrati, alcuni con punte di 7000 iscritti, 400 ‘anti-terroni’ e napoletani e 300 anti-zingari, anche qui con fino a 7000 iscritti”.
(Misna)


